La Falla Oscura (Castelvecchi, 2018)

Un uomo di cui non viene mai rivelato il nome, intento a scrivere le sue memorie, si ritroverà inspiegabilmente sdoppiato tra Corpo e Pensiero. Le due forme eteree si ricongiungeranno in un mondo buio e privo di dimensioni spaziotemporali. Un mondo distrutto da un presunto asteroide che ha causato la creazione de La Falla Oscura: un vortice gravitazionale inesplorato. Il narratore affronta questo vivere distopico ripercorrendo le sue paure, le sue forze, il suo passato; tentando di ottenere redenzione con la sconfitta del Lercio: un sadico manipolatore sempre sulle sue tracce. Un romanzo tra la cruda distopia e l’analisi psicologica.

Il rasoio nuovo scivola che è una meraviglia. Sto togliendo quella matassa infinita di barba insediata da polvere, tufo e gocce di pittura. Voglio restare pulito per compiere la mia opera migliore. La galleria è giusto un paio di isolati più in lì, farò due passi fumando l’ultimo sigaro, o meglio il primo dopo una lunga pausa per via di una faringite cronica. Ma stavolta bisogna festeggiare, prima che i vermi mi ricoprano le mani, la faccia, il corpo, e che s’insidino sotto i vestiti. Quest’opera mi taglierà in due, sarà tassidermica, forse un po’ spinta, un po’ macabra, ma di sicuro la mia maggiore di tutti i tempi.

La Falla Oscura (Castelvecchi editore, 2018)
90 pagg / 15×21
12 €
Isbn  9788832823646

In tutte le librerie e bookstore online: Ibs, Feltrinelli, Amazon, Libreria universitaria, Unilibro, ecc. O in acquisto diretto con dedica qui.

Per maggiori informazioni sui contenuti, recensioni, interviste, ecc, clicca qui.
Nella sezione eventi, le presentazioni dell’opera.

I Verbi Brevi

I Verbi Brevi è una mostra di Pierluca Cetera e Giancarlo Nunziato tenuta al Kunstschau – Contemporary Place di Lecce dal 26 giugno 2018 al 20 luglio 2018, a cura di Nicola Zito. Sul volto dei soggetti, rappresentati con gli occhi chiusi e come fermati in una condizione di sospensione temporale, Cetera e Nunziato intervengono (vicendevolmente) dipingendo sulle palpebre serrate occhi aperti, sguardi differenti innestati su quelli che, in realtà, si possono solamente intuire. Su fogli semitrasparenti, che si tramutano in leggeri strati di significato, gli artisti si muovono su un percorso pittorico che è stato già tracciato; si viene a creare in questo modo non un’invasione dello spazio altrui, bensì un’interconnessione complementare che è resa attraverso stratificazioni di segni e di colore, che sono al medesimo tempo la sovrapposizione di momenti e la descrizione di movimenti rapidissimi, che risultano appena percettibili.

Sono presenti, oltre che alle opere – Gli Insonni di Cetera e Le Terre di Nunziato -, 15 libri d’artista tutti differenti l’uno dall’altro, contenenti testi poetici di Paolo Castronuovo (estratti da L’Insonnia dei Corpi) per Cetera; e di Marco Vetrugno (estratti da Apologia di un Perdente) per Nunziato.

Questo qui riportato è l’interno che riguarda la parte Cetera/Castronuovo del libro n° 14.

 

L’insonnia dei corpi (Controluna, 2018)

 

L’insonnia dei corpi (Controluna, 2018)

Dobbiamo sgombrare l’inverno
evidenziare le parole con la luce
aprire la finestra della strafottenza
per uscire da questi veli su bare
dare una forma più precisa ai versi
perché la culla è un vizio ozioso
che ci incolla seppur tra labbra
a qualcosa di osceno per la vita

 

Acquistabile qui, in libreria, IBS, Amazon, LibreriaUniversitaria, LaFeltrinelli, Controluna – Edizioni di Poesia

Per maggiori informazioni sui contenuti, recensioni, interviste, ecc, clicca qui

Nella sezione “Eventi“, le presentazioni a riguardo dell’opera.

in e di te

Ho bisogno di una bocca per venire
non posso sporcare le mura della solitudine
il tuo corpo sta fuggendo e le mie braccia sono vuote
delle tue vene
resta nel tempo di questi anni
questa è la strada lunga dal cancello al castello
ghiaia spianata come i tuoi denti
dietro la tua bocca curva mentre tiri i capelli indietro
per farti frusta e ventosa d’amore
dimentica la retorica sii automatica
scrittura surrealista che scivola tra le mie braccia
per fare seppia al mio sesso pronto a accoglierti
abbiamo tutto lo spazio su questo letto
lo ha creato il tempo
non solo con i gusti i pennelli le biro e le pellicole

alcuni inediti dal raccoglitore

3

Com’evagreen nel buio t’ergevi tagliata
dal nero vestito tra l’onda del tuo fianco
che leccava la battigia e rientrava nelle
grandi labbra del mare
millisecondi a cui non hai badato ma nei
quali hai aperto la mia immaginazione
a una plaquette morbosa tanto delicata
quanto il buio che abbiamo dentro
e non vuole andare via

*

epifania

mai visto un buio così accogliente
il varo nel tuo corpo mi ricorda
la loggia nera
l’ultima volta che andai in chiesa
sudavo come un porco
di cristo non mi interessava
quel saio pesava d’estate
quanto tutti i miei vestiti sotto
è stato quello il mio primo giorno da ateo
quando quell’ostia s’incollò al palato
e il corpo non voleva più stare
in mezzo alle madonne inginocchiato
sotto la volta claustrofobica
di una fede imposta a qualche giorno
dalla mia nascita
credo l’acqua sia stata tortura
assieme alla manovra di dix-hallpike
un capogatto mi prese il pianto
bell’invito all’iscrizione di una setta
per aumentare i dati istat
e farmi credere puro dopo avermi lordato
di una cerimonia caina

*

poetare è accendere la

poetare è accendere la sigaretta con la brace dell’altra
un vizio piacevole all’ombra di un pannello solare
ma mortale come il setaccio della qualità il quale ringrazio
quando vedo cadere una massa di corpi inamidati
non come me sospesi a scrivere tra lividi e
spasmi insonnia brividi e tosse nervosa dovuta all’editing
del mio spirito
una questione personale da universalizzare
rendere propria a ogni lettore la mia verità
mentre le tue dita s’affacciano alla scarpa
nello spazio stretto di un’immensità di versi

*

allora va bene alle 18

la felicità non è perenne
è un periodo
oggi è stata un pomeriggio tra i tuoi passi
incupolati nel biondo accucciato alla mia spalla
quasi un riparo l’ascella sul lungomare
quando ti fai minuta col tuo corpo scalfito
nella fermezza della parola
il suono dei tacchi estivi e il leccare
del gelato al ponte echeggiano con le risa
e i tuoi occhi prosciugano il mio verbo
tra ciliege di cassata

*

36 gradi a testa

la calligrafia dell’ombra del seno
era la cesellatura di un desiderio
sentito sotto la doccia in una parentesi
dal caldo torrenziale
36 gradi a testa sono 72 come
l’angolatura del tuo corpo appoggiato
con gli anelli alle piastrelle e la mano
che ti insapona il ventre
quando io ti vengo dentro

 

La poesia “3” è un inedito scritto in data odierna. Le altre fanno parte della raccolta inedita “Abiura. Poesie dal Quotidiano”

Labiali (Pietre Vive, 2016)

Labiali - Paolo Castronuovo

LABIALI, Pietre Vive Editore (BA), 2016

Copertina: “Euridice” di Pierluca Cetera.

Prefazione di Franz Krauspenhaar.

Clicca sulla copertina per leggere la scheda.

 

“Labiali. Due poemetti che diventano un solo elemento, una specie di monolite poetico fatto di due tronchi, o sub-monoliti, con l’aggiunta di una coda. Se il monolite è una specie di dogma che non ha bisogno di spiegazioni, proprio come una poesia vera, che si rispetti, il poeta sta ai suoi piedi per tutto il tempo e fantastica per il lungo e il largo della sua maestosità, senza fare indagini, come se il monolite fosse quello di Kubrick, alieno ma al contempo profondamente radicato nella nostra storia, ab origine e per sempre. Il mercurio è la sostanza che accende un gioco alchemico, qualcosa che tutti noi abbiamo dentro, nel cuore e nella mente, ma che se trattenuto in dosi eccessive fa male, ci avvelena.” (dalla prefazione di Franz Krauspenhaar)

È acquistabile presso ME STESSO (consigliato) / PIETRE VIVE EDITORE / IBS / AMAZON / ordinabile in qualsiasi LIBRERIA.

Per approfondire, qui.

Echi sommersi e altre poesie su “il primo amore”

rosso200monocromo

“Il primo amore” esiste come blog dal gennaio 2006. Dal 2007 è anche una rivista cartacea, anzi un “giornale di sconfinamento” a cadenza quadrimestrale, edito dalla casa editrice Effigie di Milano. La redazione del blog e della rivista è attualmente composta da: Andrea Amerio, Sergio Baratto, Carla Benedetti, Maria Cerino, Gabriella Fuschini, Serena Gaudino, Giovanni Giovannetti, Teo Lorini, Antonio Moresco, Sergio Nelli, Anna Ruchat, Tiziano Scarpa.

Clicca sul logo per leggere le poesie scelte